
Gianluigi Masucci
Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel corso di Arti Visive e discipline dello spettacolo, Gianluigi Maria Masucci (Napoli 1981) è una personalità poliedrica che ha svolto numerose attività formative, spaziando trasversalmente dalla pittura alla fotografia, dal video alle istallazioni, alle performance e al teatro. Ha al suo attivo numerose esperienze di sperimentazione, sia televisive sia teatrali, come attore e aiuto regista. Ha partecipato a numerosi Festival, mostre e concorsi ed è stato premiato al concorso “video.it 2010” organizzato da Artegiovane in collaborazione con Fondazione Merz. La sua ricerca artistica si concentra sulle relazioni della contemporaneità tra l’essere umano e ciò che da esso deriva, concretizzandosi attraverso forme espressive ibride rintracciabili sul confine esistente tra i linguaggi visivi. Attualmente segue un Master di perfezionamento in Regia Cinematografica presso la Indigo Film.
Buongiorno Giusi. Durante la giornata di ieri ho sbobinato la prima ora di riprese sul sistema di montaggio, il materiale è buono e ho già avviato la prima struttura. Tu, il tuo modo di essere, di vivere il lavoro e di “camminare” mi siete spesso tornati in mente durante questi giorni…
Ho delle nuove idee…La Fabbrica, come le persone che vi lavorano, ma anche quelle che gravitano attorno ad essa, le anime cittadine multiformi, sfaccettate, nascoste e strumentalizzate, mi stimolano all’osservazione, l’apertura, al produrre positivo… queste le mie prime impressioni riguardo una realtà tutta da scoprire.
Passaggio temporale.
Trovo ispirante e costruttivo guardare nel micro il macro. in un singolo gesto un'intera vita. in un ambiente una città.
Si prepara un pezzo di argilla e diverrà un vaso una fontana un oggetto. Un pezzo di argilla è un palazzo.
Non solo profitto.
Si lavora anche per altre spinte. si muovono altre leve. Si incontrano altre persone. o persone altre.
La strada s’allarga. Le scorie evaporano e il nuovo spiega il passato e ne mette in luce i tratti salienti.
Mi annoia il pensiero di ripercorrere un tragitto prestabilito e a circuito chiuso. Ogni forma ha infinite possibilità e genera nel tempo usi costumi.
Questa città deve sbarazzarsi delle croste delle CRESTE delle caste messe APPOSTO.
C'è troppa voce dalle case. Troppe urla nelle casse.
C'è troppa forza nelle cose.
Che vedo.
Che vedi.
Che imparo a guardare.
Che impari.
Come continuerà questo pensiero?
I miei quadri sono il risultato di una sequenza di attraversamenti nei quali si condensano le esperienze, i mutamenti miei e del panorama umano nel quale sono immerso e di cui sono parte.Ogni corpo è ricevitore ed emettitore di onde.Prima che con le parole, comunichiamo con i nostri simili attraverso il colorito del nostro viso, la nostra posizione nello spazio, la postura e con tali onde. Il mio lavoro è un esercizio continuo sulla posizione del fuoco dell’ attenzione, indagine su ciò che è dentro e ciò che è fuori di sé, registrazione dei cambiamenti di stato interni, del comportamento di un altro individuo e delle sue intenzioni o della condizione di un ambiente.Trascrivere tutto questo in una sequenza di comportamenti nella quale le aperture e le chiusure, dinamicità e staticità, spessore, peso, densità delle forme disegnano interi periodi, si intrecciano con le variazioni generali e specifiche di un territorio, di una condizione sempre in divenire quale quella dell’essere umano contemporaneo - ed il giovane in particolare - per il quale l’unico modo per non perdere il contatto con la parte più intima di sé, lontana dai ruoli e gli etichettamenti, è quello di maturare la capacita di ri-de-fi-nir-si continuamente.Gli esseri umani hanno in comune con le parole il fatto che entrambi assumono un significato a seconda del modo in cui occupano uno spazio. Lo spazio fisico e tangibile della realtà concreta e quello ideale del pensiero e delle relazioni.Quando mi immergo nel mio lavoro, essere in una piazza piena di persone significa assistere ad un discorso. Quando le persone interagiscono compiendo un’attività comune, io distinguo nel loro comportamento corale una frase di senso compiuto; quando sono slegate ed autonome, invece, un flusso di significati che si dispongono autonomamente negli spazi. In alcuni momenti questa disposizione arbitraria può far nascere della poesia.
Fabbrica delle Arti - video di Gianluigi Masucci from Fabbrica delle Arti on Vimeo.







